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Casa sull'albero
Bergamo 2011
Casa Komorebi
2019 - 2022
Colli di Bergamo
250 mq
Elisa, una giovane scrittrice, si era innamorata di un villino abbandonato costruito alla fine degli anni ’50 ai margini di un bosco e aveva deciso di farne la propria casa.
L’edificio originario - 45 mq distribuiti su due livelli - circondato da un lotto stretto e allungato di circa 3000 mq era privo di qualità: spazi angusti, materiali poveri, assenza di isolamento e un linguaggio decorativo incoerente rispetto all’epoca della costruzione. Nonostante ciò, nel tempo il sedime dell’edificio aveva instaurato una relazione con il contesto: il bosco, gli alberi e le poche abitazioni limitrofe. Il progetto parte da questa condizione, mantenendo la giacitura e facendo evolvere la preesistenza.
Al fascino iniziale della rovina, si sostituisce quello del rapporto con il paesaggio. Il riferimento è il Komorebi, termine giapponese che descrive la luce che filtra tra le foglie. Una pelle metallica avvolge il volume e lavora come dispositivo ottico: riflette, assorbe, frammenta la luce naturale, trasferendo all’interno la vibrazione del bosco. Le aperture diventano inquadrature precise verso il gelso adiacente, verso la trama verticale degli alberi, verso i colli sullo sfondo.
L’intervento di riqualificazione energetica, con isolamento dell’involucro e dei solai, ha comportato un incremento volumetrico, per cui ora l’edificio si sviluppa su tre livelli fuori terra e un piano interrato. Gli spazi interni, compatti ma fluidi, sono ottimizzati attraverso arredi su misura integrati nell’architettura. Gli impianti - sistema geotermico per riscaldamento e raffrescamento e pannelli fotovoltaici - sono integrati con minimo impatto visivo.
Il progetto trasforma un manufatto privo di qualità in un’abitazione contemporanea, capace di ristabilire un rapporto attivo con il paesaggio e di reinterpretare l’antropizzazione del bosco urbano.
Oggi Elisa vive nella sua Komorebi House con la famiglia: una casa che filtra la luce, dialoga con il bosco e restituisce una nuova qualità dell’abitare.
Fotografie di Michele Nastasi
In collaborazione con Mauro Piantelli - De8 architetti
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